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Chi ha l’ADHD non è solo “distratto”: il suo cervello funziona in modo diverso, soprattutto nei circuiti della ricompensa. Quando la dopamina è bassa, la quotidianità può risultare poco stimolante e cresce la ricerca di esperienze intense. Questo può favorire l’uso di sostanze o comportamenti come gaming e social media. Ma c’è una buona notizia: riconoscere e trattare l’ADHD riduce il rischio di dipendenze. Un viaggio tra neuroscienze e vita reale per capire cosa succede davvero nel cervello.
Marta Simone
Marta Simone
(Università degli Studi di Bari "Aldo Moro")
Neuropsichiatra infantile e docente universitaria presso l’Università degli Studi di Bari, Aldo Moro. Si occupa di disturbi del neurosviluppo e del rapporto tra cervello, comportamento ed emozioni.
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