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Bologna

Prima che sia tardi

Evento passato - 2018
16 mag 20:00
Scuderia Piazza Giuseppe Verdi, 2, Bologna,
40126
È dura di questi tempi essere ottimisti, se si ama la natura. È dai tempi dell'estinzione dei dinosauri che la Terra non perdeva così tante specie viventi in così poco tempo; e questa volta la causa di tutto non è un grosso sasso spaziale, bensì l'altrettanto distruttiva influenza della specie umana. Ma se siete venuti qui a bere per dimenticare questo cupo scenario, avrete una piacevole sorpresa: ci sono infatti ricercatori che non perdono la speranza e ogni giorno si danno da fare per salvare la biodiversità. E anche quando una specie si estingue, per qualcuno non è del tutto perduta...

Coralli e cambiamenti climatici: la ricerca si immerge nel mare del futuro

Erik Caroselli (Post-doc - Università di Bologna)
A Bologna non ci sono spiagge (per ora), tuttavia un gruppo di ricercatori locali è in prima linea nello studio di una componente chiave dei nostri mari: i coralli. Questi organismi, come tanti altri, sono minacciati dai cambiamenti climatici. Ma come studiare ora gli effetti dei cambiamenti che avverranno in futuro? L’approccio innovativo di queste ricerche è utilizzare alcune zone delle coste italiane che, per via dell'attività vulcanica, sono dei veri e propri “laboratori naturali” in cui è possibile osservare già oggi le condizioni dei mari che ci saranno alla fine del secolo.
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Chi salverà i fiumi?

Claudio Ferrari (Post-doc - Università di Parma)
I pesci d’acqua dolce sono tra le specie più minacciate al mondo a causa delle attività umane e delle loro disastrose conseguenze sui fiumi. Come possiamo tutelare la biodiversità dei corsi d'acqua, e perché è così importante? Alla luce delle ultime ricerche scientifiche, svolte in particolare sui lucci, barbi e trote dei fiumi italiani, discuteremo assieme di biodiversità dei pesci d’acqua dolce attraverso un approccio interdisciplinare, passando dalla genetica della conservazione all’ecologia.
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Oltre l'estinzione: il passato scritto nel DNA

Gloria González Fortes (Post-doc - Università di Ferrara)
Anche quando una specie è perduta per sempre possiamo imparare qualcosa di nuovo su di essa. Oggi, al tradizionale studio delle ossa e dei fossili si affiancano le moderne tecniche di analisi del DNA antico, che aprono nuove finestre sulla vita di animali ormai estinti. Quale informazione è contenuta in questi genomi e, soprattutto, come possiamo utilizzarla? Durante il corso della serata parleremo di come si ricuperano le molecole di DNA antico e cosa possono dirci sull’aspetto, il comportamento e, addirittura, le cause di estinzione di specie che oggi non sono più con noi.
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